Teamwork e procrastinazione nella quotidianità lavorativa

procrastinare o non procrastinare?

Riflessioni semiserie per organizzare al meglio la tua giornata in ufficio..

“Procrastinare o non procrastinare?” questo è il problema!

(sei riuscito a pronunciare correttamente la parola “procrastinare?)

Se hai seguito i post pubblicati in precedenza oppure hai dedicato 10 minuti a sbirciare fra le righe di questo blog,  ti sarai accorto di quanto tempo passo a migliorarmi, a restare aggiornata in qualsiasi aspetto purchè capace di influenzare il mio mestiere. Fra questi aspetti primeggia il team.

Perchè mi interessa il team?

In passato ho svolto (e svolgo tuttora) progetti in team ovvero con altre professionalità utili a portare a termine un progetto. Durante queste esperienze mi sono resa conto di quanto un gruppo di persone sia capace di influenzare il rendimento del progetto. Solitamente si colpevolizza il budget: <<non possiamo fare molto con un budget risicato>> e subito ci demoralizziamo oppure <<si potrebbe fare di più oppure le stesse azioni ma migliorate, se avessimo un budget>>. Tutto questo è vero ma è pur vero che le, ipotizziamo, 10 azioni definite dovranno sempre essere svolte da professionalità diverse e tenerle unite non è sempre facile.

Insomma perché mi interessa il team? Semplice, il team è la chiave di tutto!!

Che cosa può accadere in un team?

Chi pensa di aver ragione perché il suo metodo è sempre andato bene, chi si impegna a spostare il focus della domanda portando a spasso comunque il problema, chi agisce secondo il  “io sono qui da.. quindi tu fai..” … diverse sono le personalità di un team e difficile è tenerle a bada tutte insieme. Atteggiamenti più che leciti ma cosa serve aver ragione mi domando? Per quanto posso conoscere la materia, un sitoweb non si crea da solo perchè “io ho ragione a priori”.

Il mio mestiere spesso mi impone un’ organizzazione dell’attività come delle persone con cui mi relaziono. Quando qualcosa non va, non mi è chiara scatta subito la domanda.. si faccio domande e a volte incontro persone che son disposte a mettersi in gioco rispondono, sostengono il dialogo e mi permettono di uscir dal loro ufficio oppure riattaccare il telefono con una visione molto più nitida. E li ringrazio sempre per aiutarmi e per avermi dato l’opportunità di crescere.

Purtroppo (o per fortuna) in un team ci sono anche i procrastinatori… e qui parte un Urlo di Munich!! 😮

Nella mia esperienza ho appreso che vi sono diverse tipologie, riconducibili a due in particolare: coloro che procrastinano per prendere tempo e formulare la risposta al problema (attendi per avere la soluzione in un secondo momento) e coloro che procrastinano per evitare di risolvere il problema finendo per portare a spasso il cane :-).

Capita con la nuova arrivata che si ritrova a gestire un progetto tramite mail anoressiche cioè prive di sfumature utili alla comprensione della realtà. Gli strumenti posso agevolare ma dei benefit te ne parlerò in un altro post! Capita all’account che pensa di spiegare al meglio le cose.. cose che di fatto parlano in solitudine nel proprio cervello creando una nuova realtà aumentata del problema (forse è una nuova moda del personal branding?!). Capita pure a chi è presente da un periodo più lungo (di me e te) di procrastinare.. proprio per prendere tempo e rispondere poi o di procrastinare rimandando a “quando e se ve ne sarà necessità”.. appunto quando se ne parla? (i risultati parlano chiaro.. ora è il momento giusto ee certo!)

Il confronto è un momento di crescita personale e professionale.. Difficile da gestire è vero, ma il disagio del procrastinare un problema non è piu difficile da affrontare? #team —  perplessa.

E’ lo  stato che ieri sera ho pubblicato sul mio diario di Facebook: far finta di non aver un problema per paura non farà altro che ingigantirlo nel momento del “tirare le somme”. Affrontarlo passo dopo passo, forse sarà più difficile, ma è pur vero che permette di buttare le basi degli obiettivi prefissati ( forse Elena non ti sei chiesta “sono obiettivi reali??”).

Come puoi capire lavorare in team non è affatto semplice per questo parlandoti di “Come lavorare in #team!” ho fatto riferimento all’avere la mentalità giusta. Il problema in questione può essere una comunicazione poco efficace, un non voler gestire il cambiamento e il nuovo che avanza.. non tutti sfruttano il cambiamento <<Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento>> dice un proverbio cinese.

Pure una ricerca dell’ Università del Colorado sintetizzata in questo articolo, i 5 motivi scientifici per cui tendiamo a rimandare, riporta pro – contro e soluzioni della procrastinazione. Diciamocelo: una volta consapevoli del problema non resta che concentrarci sulla soluzione anche se la possibilità vien data a distanza di tempo… concordi?

Come risolvere la procrastinazione?

Il darsi un metodo a tutti i costi, l’attribuire le priorità giuste ai compiti, l’autocontrollo, il limitare le distrazioni sono tutte soluzioni che aiutano la persona a non rimandare i propri impegni. Atteggiamenti che se applicati in team riporteranno sicuramente i loro effetti. La parola, o meglio il parlare, racchiude in sé la magia del chiarimento senza dover sempre aspettare di avere un problema, di dover gestire una crisi. Ma quali sono le tempistiche corrette? Non nascondo di avere ancora le idee un poco confuse in merito.

Hai mai provato a individuare il problema e definire la soluzione? aiutami a vedere altre sfumature dello stesso tema, raccontandomi la tua esperienza!

Ti ringrazio in anticipo per l’opportunità di crescita che decidi di cogliere e donarmi!

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4 thoughts on “Teamwork e procrastinazione nella quotidianità lavorativa

  1. Che domanda complessa Elena. Il lavoro in team è cosa difficile in sé, ma se poi ci aggiungi la procrastinazione di uno o più elementi diventa una corsa ad ostacoli. Io personalmente cerco di capire cosa porti un elemento a procrastinare e spesso scopro che è una mancanza di dati che ritiene rilevanti per dare il proprio contributo, o magari una semplice mancanza di motivazione. In entrambi i casi agisco sul soggetto riformulando la proposta in termini che siano per lui accettabili.

  2. Ciao Andrea,
    grazie per il tuo preziosissimo contributo!
    Vedo con piacere che, almeno in parte, la pensiamo allo stesso modo..
    Nel senso anch’io procedo a ritroso per capire il “come mai” di un problema e trovare la relativa soluzione anche se questo può significare di dovermi tirare le orecchie da sola 😉

    Ho imparato che il procrastinare per prendere tempo in fin dei conti non è negativo.. la risposta arriva nonostante i tempi!
    Ma sono proprio i tempi a lasciarmi perplessa: le cose da fare sono tante, il tempo è poco perchè portare avanti un problema con il rischio di inquinare il resto della collaborazione?

  3. Allora prova a prendere le misure. Vedi quali sono le caratteristiche in cui ogni membro del team eccelle, scomponi l’obiettivo e affida ad ognuno la parte che più gli è congeniale. E poi falli intervenire con la giusta sequenza: ad esempio se uno è particolarmente bravo a trovare le criticità di un idea, lo fai intervenire a valle ma prima che il creativo dia la soluzione. Poi però deve esserci uno che alla fine si prende la responsabilità di decidere.

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