[Intervista] Food e marketing ai tempi del 2.0

Due tematiche, quelle del food e del web marketing, che negli ultimi mesi hanno assunto una importanza sempre più forte.. perchè non parlarne insieme al nostro ospite?!

A farci visita oggi abbiamo Daniele Vinci,  project manager per comunikafood.it.

Ma non solo, si perchè Daniele è anche responsabile comunicazione e social media marketing per diversi siti e community come, per esempio, socialpower.it

Insomma un vero pirata del web 😉

Ciao Daniele,

rompiamo subito il ghiaccio…

  • googlando il tuo nome e cognome è possibile notare numerosi  riferimenti, tutti legati al settore del “food”: Sei un cuoco? 🙂 .. di che cosa ti occupi?

Ciao Elena, in realtà sono un cuoco mancato. Da piccolo mi sarebbe piaciuto esserlo. La mia formazione in Marketing e la specializzazione sul web marketing mi ha permesso di esprimere il tutto come hai potuto vedere online. Ho creato Comunikafood per offrire servizi di web marketing e aiutare le aziende a vendere i loro prodotti alimentari online, posizionare brand del settore e crearne di nuovi.

  • Web marketing e Food quindi sono le tue passioni, ma nel nostro bel paese qual è il grado di interesse per queste tematiche secondo te?

Ancora poco, ma noto una crescita d’interesse e curiosità. Il web diventa “erroneamente” l’ultima spiaggia per fare business. In realtà è qualcosa di un po’ più complesso e che richiede competenze. Trovo invece che sia un’opportunità per chi, con il dovuto interesse e stimolo, vuole ottenere maggiori connessioni rispetto a quelle che attualmente può avere confinato in un mercato locale. Il vero valore del web è quello di rendere convergente quello che prima era SOLO offline, SOLO locale, SOLO one-to-one. Le modalità differenti di interazione rendono il mercato in cui si va ad operare più complesso, ma allo stesso tempo più vantaggioso all’aumentare del pubblico interessato. Ci sono molte realtà di origine agricola, di produzione di varie tipologie di alimenti, e queste sono le imprese che più di altre potrebbero godere di vantaggi legati ad un business diretto. Talvolta non hanno le competenze, ma non è questo il loro limite, le competenze si acquisiscono o si possono tranquillamente delegare ad un componente interno dell’azienda/famiglia. Il vero limite è capire quali sono i vantaggi di essere connessi tramite una “rete” interpersonale e diffusa.

  • Considerati i tempi di crisi, possiamo dire che… influenzano il voler vendere sul web oppure demotivano?

I tempi di crisi hanno aumentato l’interesse verso l’ e-commerce. Si crede, per qualche strana ragione, che aprire un e-commerce sia un modo per vendere più facilmente. In realtà l’e-commerce offre dei vantaggi come l’amplificazione del pubblico a cui rivolgersi, la possibilità di interagire con persone fuori dal nostro contesto quotidiano. Va comunque considerata una giusta analisi delle operazioni da svolgere e di come promuovere al meglio l’attività. L’e-commerce NON è la soluzione è una possibilità. I più demoralizzati sono coloro che hanno avuto brutte esperienze precedenti e non hanno trovato reale utilità da un sito web fatto male o troppo complesso da gestire autonomamente. Queste persone trovano davvero demotivante dover investire ulteriormente soldi per “provare” a stare sul web.

  • Sembra così semplice dire “vendi on – line” ma lo è anche a farsi?  (sfatiamo qualche mito..!?!)

L’e-commerce, nonostante sia una struttura virtuale, opera con elementi reali e materiali. Ha le stesse dinamiche del commercio tradizionale nell’essere posizionato, visibile nel suo settore di appartenenza e nella creazione di un pubblico di interesse. Stare sul web non riduce la complessità di gestione di un negozio tradizionale, crea “semplicemente” la possibilità di offrire i propri prodotti tramite un’interfaccia web. Permette uno scambio differente da quello in presenza e permette di dare visibilità ai propri prodotti/servizi in maniera più completa ed approfondita rispetto ad una banale vetrina.

È come se il nostro negozio fosse accessibile da qualsiasi punto del mondo con una  connesso online, con la possibilità di scegliere dal magazzino adeguatamente accessibile.

Le problematiche comuni di molti e-commerce sono appunto l’accessibilità, l’usabilità e la creazione di “percorsi guidati”. Molto spesso il maggior freno, in Italia, nell’acquisto online è il pagamento con carta di credito senza offrire alternative. Penso ad esempio all’acquisto con contrassegno e quindi pagamento alla consegna, oppure bollettino postale, metodi più tradizionali e che danno maggiore “sensazione” di garanzia.

Un metodo che può incentivare l’acquisto online è il reso gratuito, la possibilità di offrire metodi di cambio merce facilitati e assistenza efficiente nel pre, durante e post vendita. Se si offre un guida al cliente questo ripagherà comprando più facilmente.

  • Visto il tipo di attività che svolgi, forse ti è capitato ( o forse no)..  ma nessuno ti chiede mai di procurargli la bacchetta magica per avviare un’ e-commerce, appena scoprono la tua professione? Come ti comporti?!

Spesso capita che chi vuole iniziare sul web non abbia idea di cosa fare e come cominciare. Vedono un sito e pensano che sia semplice averlo uguale. Il cliente più “creativo” una volta mi ha chiesto di voler vendere il suo olio in tutto il mondo e raggiungere tutti i ristoratori nazionali ed europei. Ovviamente non aveva idea di un budget. Io premetto sempre che il web non è un gioco, che non è garanzia di risultato e che gli obiettivi si raggiungono in proporzione al budget. Spesso con 300 euro pensano di poter realizzare il business con un e-commerce, in questi casi sconsiglio di avviare un’attività online o comunque di ridimensionare gli obiettivi.

Si può partire certamente con budget low cost ma è necessario avere coscienza che bisognerà impegnarsi ed investire tempo e acquisire competenze non sempre scontate.

Per avere idea di come si possa gestire un e-commerce si potrebbe cominciare con piattaforme che offrono lo spazio e gli strumenti per vendere. Penso a piattaforme e-commerce open source e volendo anche a Ebay come marketplace internazionale più conosciuto al mondo.

  • Insomma come si può capire non è una attività semplice.. Quali sono le maggiori difficoltà, i “muri” che generalmente devi abbattere per un approccio efficace, con il tuo cliente e viceversa?

La maggiore difficoltà sta nel far comprendere che avere un’attività online richiede tempo. Non basta avere un sito web, blog o e-commerce per vendere. Come non può bastare fare “un po’ di social cosi” per essere visibili. Tutto va mixato con cura e strategia. I principali “muri” sono nel comprendere “concretamente” i vantaggi dell’essere online. Le risposte tipiche di chi ha dubbi sul valore del web sono:

Cosa ci faccio con Facebook, Twitter … Per il blog non ho tempo … etc …

È lecito voler subito monetizzare, allo stesso modo è lecito dover pensare che se fosse così semplice guadagnare tutti lo farebbero. Ci sono ancora grosse resistenze nel far capire il valore di un lavoro professionale rispetto ad uno low cost. La colpa è della grande frammentazione e difficoltà di offrire un tariffario unificato e legato ad una professione.

  • Infine diamo qualche consiglio a coloro che vogliono intraprendere questa stimolante attività..

Prima regola che consiglio a tutti e di aggiornarsi sui temi del web. Avere un’idea di cosa si vuole realizzare facilità le cose e permette a chi deve effettuare i lavori di comprendere meglio le cose da fare. Consiglio di visitare altri e-commerce e segnare quelli che si ritiene essere più invitanti di altri. Questo allenamento aumenta la percezione di cosa sia necessario avere e cosa invece è utile evitare.

In seguito è necessario avere fiducia di chi effettuerà il lavoro.

Se si hanno dubbi fin dall’inizio è inutile cominciare. Curare nei minimi dettagli il proprio negozio online è sinonimo di qualità apparente, confermare la qualità con un ottimo servizio aumenta le possibilità di un cliente fidelizzato che parlerà bene di voi. Non sottovalutare mai il potere della soddisfazione del cliente, sono proprio i clienti il maggior valore aggiunto. Diffidare sempre da chi propone soluzioni “magiche” per vendere e guadagnare con pochi soldi e di quelli che “garantiscono” posizioni e primati assoluti nei motori di ricerca. Non esistono formule magiche per vendere online. Servono costanza, competenze e pazienza. I risultati non arrivano mai subito e facilmente. Più si è bravi a creare connessioni di valore più si accelera il motore del business.

Siamo giunti al termine Daniele, ti ringrazio per la disponibilità e ricordo ai lettori che “non basta solo mangiare”: infatti è possibile contattare il nostro ospite via facebook.

Inoltre, da qualche mese, è disponibile “Food, wine, web” ovvero il libro per il web marketing dell’enograstronomia: un testo davvero stuzzicante, qui ( nella sezione buy – download) potete trovare un piccolo assaggio.. il generatore è già in fila! 🙂

 

 

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4 thoughts on “[Intervista] Food e marketing ai tempi del 2.0

  1. Ho letto in intervista, è sono d’accordo con te, molti clienti non ha idea di cosa sia un budget per il web e pensano che tutto sia free … io dico loro se sono disposti a ospitarmi in hotel free o a 5 euro per un pò di mesi 😉

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